festival
L’Associazione di Promozione Culturale NAUFRAGI propone PORTE APERTE come momento per ri-mettere al centro i margini. Dormitori, residenze per immigrati, strutture per l’accoglienza madre... Da anni a Bologna il terzo settore e il volontariato in particolare s’interrogano su come progettare politiche per l’accoglienza insieme e oltre il pubblico, andando a scavare là dove gli attori pubblici e privati non possono o non...

 

Avviso

Da anni a Bologna il terzo settore e il volontariato in particolare s’interrogano su come progettare politiche per l’accoglienza insieme e oltre il pubblico, andando a scavare là dove gli attori pubblici e privati non possono o non vogliono arrivare: domanda abitativa “intrattabile”, poveri estremi, “vite nude” di fronte alle quali il sociale si scopre incapace di muoversi ed argomentare una strategia plausibile.
 
Bologna e l’accoglienza
La “fragilità” dei nuovi e dei vecchi poveri come lente attraverso cui guardare alle nostre città. Città che mettono in atto tentativi di accoglienza, disorganici e disordinati, tra ideologia e mancanza dei requisiti minimi normativi, economici, politici per essere efficaci.
Un festival. Ultimamente una formula molto di moda, uno strumento – di comunicazione, di divulgazione, di marketing – attraverso cui molte città hanno potuto promuoversi offrendosi come luoghi di approfondimento delle discipline più diverse, anche quelle apparentemente meno dotate dell’appeal necessario per attrarre le “masse”.
Il presente progetto intende rafforzare e proseguire il percorso intrapreso nel 2008 con il Festival delle fragilità metropolitane edizione “zero”. Per farlo, occorrerà investire sull’empowerment della rete di associazione e realtà di terzo settore operanti nel sociale bolognese, attraverso un laboratorio permanente che culmini, nel 2009 e nel 2010, in un evento di respiro nazionale.
 
Obiettivi generali
Come interpretare gli eventi e le tendenze del “sociale”? I decisori, e gli attori protagonisti sulla scena delle politiche pubbliche faticano a trovare risposte efficaci. “Le politiche sono ipotesi”, i cui risultati, spesso, non si riescono a mettere a sistema.
Le rotte percorse nel tentativo di “capirci qualcosa” portano sempre più spesso alla deriva.
Visti dal “mondo del sociale”, operatori, decisori, utenti, sono tutti naufraghi nel mare della fragilità.
Ma quale può essere un approdo possibile al naufragio? A quali scialuppe è possibile aggrapparsi per non affogare? Quali pratiche devono essere copiate e importate, qui?
“Spettacolarizzare la povertà”. Un approccio realista, consapevole che è l’unico modo per farsi ascoltare dall'opinione pubblica”. Uscire dal giro degli “addetti ai lavori” è il primo obiettivo. Rappresentare, rendere visibili gli invisibili, offrire mappe della città che tutti vedono ma in pochi davvero conoscono, che fa notizia solo quando esce dai buchi dove è confinata, e prova ad alzare la testa.